Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post

martedì 7 ottobre 2014

Libri vs Manganelli


Bologna, 5 ott -"Le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza per la libertà di espressione, per essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli." questo è incipit pubblicato sulla loro pagina web. Loro non si vogliono essere un'associazione o un movimento, ma un metodo di vita. In questi ultimi giorni sono venuti alla ribalta nazionale per gli scontri tra loro definiti "conservatori ortodossi cattolici" e i movimenti LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender) avvenuti a Bologna, dove i primi sono stati attaccati dai gruppi degli Arci della città, finiti con manganellate da parte delle forze dell'ordine, qualche arresto e molta polemica.
Anna Paola Concia, esponente del PD e del Movimento LGBT: “Le Sentinelle in piedi ringraziano sentitamente gli antagonisti di Bologna per la pubblicità gratuita e per averle fatte passare per delle vittime”. Benedetto Zacchiroli, consigliere comunale Pd: “ A Bologna la stupidità rovina tutto, cancellando la ragione e passando dalla parte del torto. Ma si può essere più violenti dell’ignoranza silenziosa? A quanto pare sì”.
Queste azioni violente sono state criticate anche da Manes Bernardini, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale “Anche ieri giornata di ordinaria follia a Bologna, presenterò un ordine del giorno in consiglio comunale per chiedere la chiusura dei centri sociali che si sono resi colpevoli di simili condotte, il Daspo per i loro rappresentanti, espulsione dall’Università di Bologna per coloro che si rendono colpevoli di simili condotte in città, aggiungendo la fine di qualsiasi aiuto pubblico alle sigle che operano con questi metodi anti-democratici ed esclusione da qualsiasi bando comunale dei loro associati”.
Fabrizio Nofori, portavoce Provinciale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Bologna, presente ieri in Piazza Galvani alla manifestazione, ha dichiarato: "Com'è possibile che per una manifestazione pacifica e autorizzata sia necessario tutto questo dispiego di Forze dell'ordine, perché ancora una volta la città è in mano ai soliti centri sociali e gruppi antagonisti? Come mai è stata permessa tutta questa violenza nei confronti delle sentinelle in piedi con insulti, lancio di uova, petardi e scontri.  I colpevoli rimarranno ancora una volta impuniti?; la città ormai è completamente in mano a questa gentaglia che non permette neanche di portare avanti una propria opinione, gesti come questi contengono solo un messaggio: o ci si uniforma al loro pensiero o non si ha diritto a esprimere il proprio dissenso? Questo è il grado di tolleranza e civiltà di questi personaggi?  Il PD adesso che non sono state assaltate le loro sedi, non ha nulla da dire a riguardo?"
Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia " Gli episodi che si sono verificati a Bologna, a Torino e in altre parti d'Italia dovrebbero far riflettere le assemblee legislative chiamate a valutare temi che non possono essere liquidati con superficialità. I veri intolleranti oggi sono coloro che vorrebbero imporre un pensiero unico a danno della famiglia e del diritto naturale".



Potrebbe interessarti:http://www.bolognatoday.it/politica/sentinelle-in-piedi-scontri.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/BolognaToday/163655073691021


Potrebbe interessarti:http://www.bolognatoday.it/politica/sentinelle-in-piedi-scontri.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/BolognaToday/163655073691021


domenica 3 agosto 2014

L'Unità è morta!!


Roma, 1 ago - Per la terza volta nella sua storia, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci lascia le edicole dopo che gli azionisti della Nie in liquidazione non hanno trovato l’intesa su nessuna delle ipotesi sul tavolo. La chiusura di una testata giornalistica è sempre una sconfitta per la democrazia e informazione. L'Unità è stato per anni la testata che ha ricevuto il più consistente ammontare di contributo statale per i quotidiani di partito (3.615.894,65 €/per il 2012).

L'attuale situazione economica e politica, con la scomparsa delle ideologie politiche tradizionali porta a tagliare i tagli della politica, come il finanziamento pubblico dei partiti e con questi anche i loro giornali ufficiali.  Un giornale è giusto che sia stampato solo se ha dei lettori interessati a leggerli, e che quindi riesce a rispondere al mercato editoriale, magari diventando digitale con minori costi per la produzione (e per i lettori).

Anche la disaffezione alla lettura e alla politica dei giovani produce la chiusura delle testate di partito come afferma Michele Serra "Trovatemi qualcuno, al di sotto dei trentacinque anni, che consideri un partito o un giornale parte decisiva della propria identità. Figurarsi un giornale di partito. Che indossi una testata così come la indossavamo noi, che appena svegli si andava all'edicola per avere sottobraccio o in tasca 'il nostro giornale'"

Per il PD e lo stesso segretario Renzi, accusati da molti della chiusura di questo quotidiano, ha risposto il tesoriere Francesco Bonifazi, "L’Unità non sospende per colpa del Pd, ma di chi ha fatto debiti per 30 milioni. Noi manterremo la promessa: riapriremo l’Unità".

Massimo D'Alema, che dell'Unità è stato anche direttore ha dichiarato "Voglio esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza ai giornalisti e ai lavoratori dell'Unita;  "Tutti noi sapevamo che l'Unita' viveva una condizione di crisi, diventata via via più grave negli ultimi mesi. Voglio sperare che si tratti di una chiusura tecnica in vista della partenza di un nuovo progetto"

Molti dei militanti del PD sono sgomenti di aver perso il loro organo di stampa ufficiale come ad esempio Ivan Ferrucci, capogruppo PD nel consiglio regionale toscano “La storia de l’Unità è la storia della sinistra italiana, una storia durata 90 anni e di cui non riesco a credere si possa scrivere la parola fine. Le sue pagine hanno testimoniato battaglie importanti e dato voce a tanti che in alcuni momenti storici non l’avrebbero avuta, l’abbiamo distribuita alle nostre feste e portata nelle case, fa parte del nostro vissuto quotidiano. Quella compiuta dalla Nuova iniziativa editoriale è una scelta gravissima a cui non si doveva arrivare”



lunedì 31 ottobre 2011

Big Bang...e Rottamatori


Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha chiuso la convention "Big Bang" che si è svolta alla stazione Leopolda della sua città. In quest’assemblea formata da molti giovani vicini al Partito Democratico, ha posto molte critiche circa il comportamento dei vertici del proprio partito, formato secondo lui da "Dinosauri" e aggiungendo che "Non è possibile che cambino continuamente i simboli dei partiti, abbiamo finito foreste e fattorie e, restano sempre le stesse facce". 
Il primo punto su cui puntare è ovviamente cancellare "il Berlusconismo" ma con esso anche "Anti-Berlusconismo" poiché entrambi hanno portato egualmente danni al nostro paese. 
Il sindaco della città toscana, ha espresso la volontà di spingere a un cambiamento radicale la classe politica del suo partito, che dovrebbe essere la guida di un’alleanza di centro-sinistra, si trova sempre di più schiacciato sulle posizioni della sinistra radicale del SEL e dell'Idv di Antonio Di Pietro. Promettendo inoltre di pubblicare in una sorta di "Wiki-PD", le "cento idee" uscite da questi giorni d’incontro per essere discusse, rielaborate e anche riviste completamente da chiunque abbia voglia di contribuire, aggiungendo "Non si ferma il vento con le mani, non si ferma il desiderio di chi ha voglia: apriamo, spalanchiamo le porte della politica". 
In quest’occasione è nato anche un asse tra il primo cittadino di Firenze ed ex sindaco di Torino Chiamparino, ospite applaudito dal pubblico toscano. 
Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani ha risposto che non esistono scontri con il giovane fiorentino, ma ricorda «Tutte le idee sono buone ma attenzione a non scambiare per nuove delle idee che sono un usato degli anni ottanta, perché con certe idee siamo finiti nei guai». 
Più duro Nichi Vendola, che ha accusato Renzi di aver tradito con le sue parole, gli ideali che avevano portato a nascere la vittoria elettorale e il governo Prodi. Il sindaco ha risposto che quando è caduto per colpa della sinistra radicale il governo del Professore, lui era ancora all’università.
All’esterno della Stazione Leopolda, ci sono comunque anche contestatori, che urlano slogan contro il sindaco definendolo “troppo di destra” e “il grillo del centro destra”, e minimizzando sulle presenze all’interno della convention.
I partecipanti invece chiedono a Renzi di togliere la riserva e mettere la propria faccia nelle prossime, evocate primarie come leader delle future elezioni politiche, ma lui dichiara che quello che è importante che vadano avanti le idee e non le facce.

sabato 31 luglio 2010

Futuro e Libertà......


Roma, 30 lug. La nascita del gruppo parlamentare, costituito dai 33 finiani, "Futuro e Libertà per Italia" sancisce l'ufficiale rottura del rapporto anche sul piano politico tra i due coofondatori del Partito delle Libertà. I membri di questo nuovo gruppo di scissionisti, comunque si promettono di restare fedeli agli impegni presi con gli elettori di sostenere il governo che sembrerebbe non rischiare nessuna crisi e conseguenti elezioni anticipate.

Dopo la conferenza stampa di Fini, in risposta all'emendamento del coordinamento del Partito durante il quale il premier aveva dichiarato che il presidente della camera doveva lasciare lo scranno più alto di montecitorio non essendo più adatto e compatibile con tale ruolo, il coofondatore del PDL aveva ricordato che la sua carica non dipendeva dalle scelte del Premier e che lui rappresentava intero arco parlamentare.

In difesa di questa ultima affermazione si erano schierati anche esponenti dell'opposizione.

Il Premier riunito con i suoi più fedeli collaboratori sta valutando sui numeri e su come eventualemente recuperare nuovi voti di sostegno al PDL tra gli esponenti del UDC di Casini, API di Rutelli e MPA di Lombardo, allargando e modificando la struttura governativa epurata dai seguaci di Fini.

Non attuabile, allo stato attuale, la decisione di tornare alle urne dopo anche le dichiarazione del Presidente Napolitano ai vertici del PD, che ricordano importanza di salvaguardare la continuità della vita istituzionale nell'interesse dell'intera nazione. Senza contare sulla posizione, può volte dichiarata, di contrarietà a tale ipotesi da parte della Lega che pone in primo piano l'approvazione dei decreti attuativi riguardate il federalismo.

Berlusconi, fidandosi dei suoi piu fedeli collaboratori, ha cercato la rottura diretta con il presidente della camera, dopo che questi gli avevano fatto aver sapere che i primi sondaggi a caldo post annuncio della formazione del nuovo gruppo parlamentare davano a questo una consistenza variabile tra 1-3%, quindi ininfluenti per il governo ed una futura tornata elettorale.

A fine serata, invece sono usciti altri sondaggi dove questa nuova formazione guidata da Fini, si potrebbe attestare con un più solito 10%, questo spingerebbe il premier alla ricerca di nuovi alleati e alle elezioni anticipate entro "ottobre", per non dare il tempo ai finiani di organizzarsi sul territorio.

Un altra ipotesi che sempre di più si fa avanti è un governo di transizione guidato da Tremonti con appoggio della Lega, Fini e parte delle opposizioni, che farebbero di tutto per delegittimare attuale premier, e permetterebbe comunque di seguire i desideri del Presidente della Repubblica.

martedì 30 marzo 2010

Il Vento Verde Soffia da Nord

Il giorno dopo le elezioni regionali, che da molti sono state paragonate al "mid-test" USA, dove di solito gli elettori danno un avvertimento ai partiti di governo con un caldo di consensi, come è successo recentemente in Francia, l'Italia continua a premiare il centrodestra anche se tutti dichiarano di aver vinto o almeno mantenuto le loro posizioni. Ma la novità di questa tornata elettorale è che per la prima volta, il centrodestra non ha vinto grazie a Silvio Berlusconi, ma grazie alla Lega.
I risultati mostrano un italia divisa geograficamente con un Nord saldamente in mano alla coalzione di governo, grazie soprattutto all'avvanzamento della Lega che guadagna anche le portrone delle regioni Piemonte e Veneto. Il centro sinistra conferma la guida delle regioni del centro italia da sempre roccaforti della sinistra, Toscana, Liguria, Marche, e Umbria a cui si somma il grande successo personale di Vendola in Puglia, che contro le scelte centralistiche del PD ha ottenuto e vinto le primarie in modo plebiscitario
Un altro importante segno è il forte astensionismo da parte dei cittadini in questa tornata elettorale, fattore che spesso punisce le compagini di centro destra meno radicate sul territorio rispetto alle formazioni post comuniste che fanno la loro forza di questa vicinanza con la cittadinanza.
Il giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, esponende nella nuova generazione del PD, ha dichiarato "l'astensionismo e il successo di Grillo dimostrano che la gente è arrabbiata con noi. Perchè la politica non riesce più ad emozionare".
La lista "5 stelle" promossa da Beppe Grillo è stata la novità di questa tornata elettorale raccogliendo consensi nelle poche regioni in cui si è presentata, insperati con il 4.1% in Piemonte e il 7% in Emilia Romagna, facendo esultare dal suo blog il noto comico-santone, che ora promette di mettersi alla caccia del 10% e del 4% nazionale utile per entrare in parlamento.
"Il Pdl ha tenuto di fronte a una Lega scatenata, mentre la sinistra non ha tenuto , è andata ko", questo è il commento a caldo di Umberto Bossi, aggiungendo che questo risultato non porterà tensioni o problemi all'interno della maggioranza, ma anzi ne rafforzerà la vocazione riformatrice. Inotre avanza la propria candidatura a successore di Letizia Moratti, alla guida della città meneghina, ma gli alleati smorzano gli animi su questa idea, rimandando a tempo debito la decisione.

mercoledì 18 febbraio 2009

La Fuga di Walter

Roma, 17 Feb. «Ho fatto il possibile, ce l'ho messa tutta, ma non è bastato. Mi scuso di questo» con queste parole, Walter Veltroni, ormai ex leader del Partito Democratico, nato solo 18 mesi fà si dimette dopo l'ennesima debacle elettorale. Sempre vocato al maggioritario e con il sogno di emulare america del presidente Obama, con un grande partito luogo di diversità, con maggiore solidarietà, e spirito di squadra, superando personalismi e divisioni e trasformando la sinistra salottiera, giustizialista, pessimista e sostanzialmente conservatrice ad un centrosinistra non conservatore ma innovatore, non salottiero ma capace di recuperare il giusto rapporto con la vita reale dei cittadini.
Nel frattempo il portavoce del Pd Andrea Orlando ha annunciato le prossime mosse del partito. «Il coordinamento ha deciso di dare corso agli adempimenti statutari e, quindi, convocare per sabato l’assemblea costituente, che o eleggerà un nuovo segretario, oppure aprirà il percorso congressuale, come previsto dallo statuto».
L’addio politico veltroniano ha lasciato nello sconcerto tutti gli esponenti del PD tra cui Ermete Realacci che ama parlare chiaro gliel’ha fatto presente, «Walter così ci lasci a mollo, che diciamo a tutti quelli che si sono dati da fare e ci hanno creduto?». Contrariato appare anche Paolo Gentiloni, uno che al Pd ci ha creduto e che ora vede la creatura vacillare: «Veltroni non era uno dei leader possibili del Pd, per le sue caratteristiche era l’unica incarnazione di questo partito. Le sue dimissioni sono molto gravi perché mettono a rischio l’intero progetto».

venerdì 11 luglio 2008

Il "Maestro" bacchetta i suoi allievi

"Disastro" questa è la parola che sintetizza il pensiero di Nanni Moretti, neo premiato come Maestro del Cinema, per commentare quanto successo domenica scorsa a Piazza Navona, durante la manifestazione organizzata dall'Onorevole Di Pietro. Il padre ideologico e prima guida, nel 2002, dei girotondi contro Berlusconi non perdona agli "irresponsabili organizzatori" di aver "sporcato tutto e "oscurato con gli interventi di Grillo e della Guzzanti gli obiettivi dell'evento e persino la stagione dei movimenti del 2002, noi facevamo politica e non antipolitica. Eravamo associazioni di persone nate fuori dai partiti che però volevano dare una delega ai partiti della sinistra che erano ancora sotto choc per la sconfitta del maggio 2001" E aggiunge "Non bisogna trovare scuse o alibi nella non tempestività con la quale in queste settimane si è mosso o non si è mosso il Pd, a Veltroni non mi sento di dare consigli, piuttosto preferisco sottolineare come la sinistra stia vivendo un periodo piuttosto intenso di autodistruttività".
L’Italia che era in piazza Navona era l’Italia di quegli eletti illuminati e migliori che seguono le lezioni di Umberto Eco che dichiara che non conta il voto popolare, non è detto che la maggioranza abbia ragione, oppure che dopo aver urlato allo scandalo circa l’imbarbarimento culturale del Paese ha applaudito una Sabina Guzzanti che parla delle "donne che la danno via", che grida "non puoi mettere alle Pari opportunità una perché ti ha succhiato l’uccello", e che decreta il futuro del Pontefice "all’inferno, conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi". A cui si uniscono le esternazioni di Moni Ovadia che urla «fascisti, genocidi, razzisti, assassini, criminali, fucilatori di partigiani», Flores invece denuncia che «hanno rubato i voti degli italiani», Camilleri crede di far ridere con battute tipo «la morale di Berlusconi ha più buchi di un colabrodo».

martedì 3 luglio 2007

Il PD di Walter

Torino, 27 giugno: Walter Veltroni, attuale sindaco di Roma, ha deciso di candidarsi come leader della nuova formazione politica italiana, il Partito Democratico, dopo gli inviti e le lusighe di Prodi, Fassino Rutelli. La scelta di Torino e del lingotto è multipla e motivata dal fatto che proprio al nord, il Governo e i partiti che lo sostengono hanno subito la maggiore perdita di consensi durante le ultime consultazioni amministrative e poi il lingotto rapprensenta la vecchia fabbrica Fiat che unisce l'industria italiana che vuole emergere e i suoi lavoratori che ultimamente sono stati delusi dalla sinistra.
Molte sono stati i punti toccati dal sindaco capitolino, iniziando col dire che il Partito democratico che nascerà con le elezioni primarie del prossimo 14 ottobre sarà il partito del nuovo millennio, contro tutti i conservatorismi "di destra e di sinistra".
Durante il suo discorso ha ringraziato sia Premier Prodi che i leader dei due maggiori partiti (DS e Margherita) che per ora si sono gia impegnati nella costituzione di questa nuova realtà politica che deve essere vista come un evoluzione del Unione e Ulivo, tanto voluta da Romano Prodi, cui promette pieno, coerente e deciso sostegno alle proposte del governo. Veltroni ha dichiarato infatto che "In Italia c'è sempre un retroscena, ma la verità è che se il governo Prodi andasse in difficoltà la prospettiva del Partito democratico sarebbe fortemente compromessa".
Il sindaco di Roma ha voluto dare un giudizio sul Governo precedente. «Berlusconi - ha affermato Veltroni - ha fatto cose sbagliate ma anche cose giuste come la legge sul risparmi e quella sulla sicurezza stradale. C'erano cose ragionevoli anche nella legge costituzionale. Altre cose che ha compiuto erano inaccettabili». Quattro i temi citati: l'ambiente (meno tasse a chi lo rispetta, più tasse agli inquinatori; troppi no finora sul ciclo dei rifiuti), il patto generazionale (con un convinto sostegno al governo Prodi per la mediazione che sta cercando in queste ore sulle pensioni e per eliminare lo scalone), la pressione fiscale (nei prossimi tre anni bisogna rendere possibile una minore tassazione complessiva; sulle rendite finanziarie ha ribadito il favore all'armonizzazione delle aliquote, già scontata dai mercati finanziari) e sicurezza (chi viene in Italia a commetere reati deve pagare e ci vogliono più forze dell'ordine per strada).Ma Veltroni ha voluto lanciare un appello al mondo della politica perché sappia riformarsi; ha condannato "chi indica qualunquisticamente la politica come un nemico" ed ha indicato che "la politica deve essere contrapposizione netta di programmi", contrapposizione che deve però avere un confine netto dove iniziano "la sobrietà ed il rispetto delle persone".

E fissa anche il programma di un Tour programmatico in molte città italiane durante il quale ogni volta affrontera' un tema diverso: dal sistema fiscale italiano di Padova al patto generazionale e alla lotta al precariato di Milano, al rapporto tra donne, mondo del lavoro, della politica e delle istituzioni a Palermo.
A seguito di questa presentazione da parte di Veltroni che ha già registrato l'appoggio della maggioranza Ds e Margherita sono state fatte molte dichiarazioni tra cui quella di Pier Luigi Bersani, attuale ministro dello Svilluppo Economico, da tempo accreditato, con l'appoggio di Enrico Letta, come competitore alla poltrona di Leader del PD - "Sono molto convinto che ci voglia un po' di pensiero, di discussione del percorso che dobbiamo fare. Vedo che tutto viene ridotto a meccanismi di candidature, liste o cose, ma io non ho in testa questo tipo di problema - Credo che dobbiamo fare un partito per i prossimi decenni. Quando ci saranno delle regole definite, vedremo".
Altre dichiarazioni sono giunte dal leader di Sinistra democratica, Fabio Mussi «Naturalmente ho apprezzato la candidatura di Walter, visto che fino a quel momento il progetto del Pd era una nave che correva verso gli scogli. Lui forse può evitare il naufragio, che certo io non mi auguro, ma questo non cambia la mia opinione su quell'avventura politica: il Partito democratico non è e non sarà il mio partito. Non aderirò mai e non lo voterò; Quanto alla Cosa rossa con Pdci, Prc e Verdi, non penso a tempi biblici, e prevedo una corsa insieme alle "amministrative dell'anno prossimo, altrimenti il progetto fallirebbe"

martedì 17 aprile 2007

Il loquace Romano

In queste ultime settimane molti dei partiti che fino ad ora hanno fatto parte di coalizioni si stanno riunendo nelle loro congressi generali, e da ogni palco i leader dei diversi partiti lanciano proclami sulla necessita di cambiamento e di novità nella politica e cosi riecheggiano i nomi di "PSI" - "DC". Sembra quindi un ritorno alle origini ed al passato inveche che uno sguardo verso il futuro.
Il motivo di tutto questo fermento sono le spinte sempre più forti dei leader delle coalizioni di non perdere alleanza con i partiti che con i loro voti possano decidere l'esito delle elezioni, Prodi con il Partito Democratico e Berlusconi con il Partito delle Libertà, che insieme ad una legge elettorale ad hoc farebbe sparire tutti i molti partiti che non vogliono entrare a far parti di queste novità elettorali.

Il Premier Prodi, anche ieri dal Giappone, durante la sua visita ufficiale, lanciava proclami come "Il Partito democratico non nasce contro i partiti ma per andare oltre i partiti, perchè l'obiettivo è quello di mettere insieme le forze riformiste che hanno una diversa origine e che sono divise e creare un grande partito di Centrosinistra".
E oltre a questo ha parlato della riforma elettorale con un particolare ottimismo, forse dovuto alla lunga distanza dai palazzi romani e dai suoi molti alleati, dichiarando che "ora il Parlamento deve trovare una più ampia intesa possibile su questo tema, richiesta venuta più volte anche dal Presidente Napolitano, aggiungendo che il valore della stabilità è importante per tutti. Per questo cocciutamente bisogna insistere, perché altrimenti si ricade nell’instabilità il giorno dopo". Queste frasi servono per tiene buoni i piccoli partiti della sua maggioranza, rassicurandoli sul fatto che alla fine una nuova legge elettorale eviterà i referendum, garantendo a tutti, grandi e piccoli, che nessuno sarà penalizzato.
Queste affermazioni sono arrivate dopo le conclusioni del segretario Boselli dal Congresso nazionale del Sdi di Fiuggi, aprendo la Costituente Socialista per giungere in autunno, si pensa a Genova, ad un nuovo partito che riprenderà il nome che ha sempre avuto dal 1893, Partito Socialista Italiano (PSI), cercando di riunire in esso oltre a tutti i socialisti e quelli che vengano anche da storie diverse anche coloro che non vedono di buon grado la scelta della nascita del PD con la confluenza della Margherita e del Pds, come la corrente guidata dal senatore Salvi e Mussi. Infine rispondendo a Prodi dichiara che “Non ci ha convinto. Siamo distinti, ma non distanti" dal nuovo progetto politico dell'asse Rutelli - Fassino.