sabato 2 maggio 2015

NOEXPO...No Grazie!!

Milano, 01 Mag Scene di guerra hanno fatto da contraltare alla inaugurazione della EXPO Milanese. Come ogni volta che viene organizzato un evento di risonanza mondiale, spuntano i purtroppo "famosi" Black Block, gruppi anarchici più radicali, provenienti da mezza Italia e da diversi paesi europei, distribuiti in vari punti del corteo, hanno spaccato fioriere e vetrine dando fuoco ad auto e cassonetti, lanciando oggetti e molotov contro le forze dell'ordine. Questa volta ci è andata di mezzo una strada del centro di Milano, Corso Magenta, dove sono state date alle fiamme le auto parcheggiate.
Il corteo era organizzato all'interno del tradizionale Mayday Parade, che aveva come tema "No-Expo" , che come ogni volta a visto questi violenti infiltrati nella folla per poi dopo gli attacchi  hanno cominciato a cambiarsi in massa, lasciando a bordo strada decine di tute, felpe, magliette, ovviamente nere, e ogni genere di accessorio del teppista, come ginocchiere, bombe carta, occhiali protettivi, kit per lenire l'irritazione agli occhi da lacrimogeni, passamontagna, perfino maschere antigas. Alla fine il bilancio dei numeri è di 11 feriti tra le forze dell'ordine e di 10 antagonisti accompagnati in questura per controlli. Ma la ferita maggiore è alla città, che non si aspettava di festeggiare inaugurazione dell'Expo in questo modo. Cinque gli arresti in flagranza eseguiti dalle forze dell'ordine. Sono tutti italiani tra i 27 e 42 anni, tra loro due donne. . L'ipotesi di reato al centro dell'inchiesta della Procura di Milano è quella di "devastazione", che prevede pene fino a 15 anni di carcere
I commenti sono immediatamente giunti a partire dal ministro dell'Interno Angelino Alfano "Un grande grazie alle forze dell'ordine e a tutto il sistema della sicurezza milanese: dal prefetto al questore e a tutti quelli che hanno cooperato. Hanno evitato il peggio con intelligenza e fermezza". Anche dalla Piazza del tradizionale concertone di San Giovanni a Roma, il segretario generale della CGIL Susanna Camusso, ha voluto commentare "Expo è un'occasione per il nostro paese. Non è distruggendo la città che si denuncia la corruzione e che si chiede il cambiamento delle leggi".

Un altro importante intervento è giunto dal presidente della regione Roberto Maroni "Non voglio che siano i cittadini a subire le conseguenze dei gesti di questi delinquenti e per questo abbiamo istituito un fondo d'accordo con il Comune che fornirà una valutazione dei danni"

sabato 17 gennaio 2015

Il Costo della Libertà

Siria, 16 gen - Vanessa Marzullo, 21 anni, di Brembate in provincia di Bergamo, e Greta Ramelli, 20 anni, di Gavirate in provincia di Varese, scomparse la notte tra il 31 luglio e il primo agosto 2014 tenute in ostaggio dal gruppo siriano Jabhat al Nusra, il “rappresentante” di al Qaeda in Siria, sono tornate in Italia.  Si trovavano in Siria per conto del “progetto Horryaty”, un’associazione che organizza piccoli progetti di volontariato a favore dei civili siriani, molto vicina a movimenti Jihadisti. Le due ragazze in uno straziante video avevano chiesto “Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise“. L'opinione pubblica si era già divisa, sul fatto che il governo pagasse un riscatto per riportarle a casa, poiché erano andate in un territorio di guerra, tra gli estremisti, senza alle spalle un’organizzazione di cooperazione internazionale e senza il consenso delle nostre forze di sicurezza.
Il profilo Twitter @ekhateb88, ritenuto vicino ai ribelli anti-Assad, ha pubblicato un post con riferimento al pagamento di un riscatto per la cifra di 12 milioni di dollari, confermata dalla televisione di Dubai e dal Guardian.
Il ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, ha comunicato la notizia della liberazione in aula alla Camera
Non è mancata la risposta di Matteo Salvini "Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!"
Maria Stella Gelmini "Mi sembra doveroso chiederci se un eventuale riscatto pagato a dei terroristi non sia una fonte di finanziamento per portare la morte in Europa e altrove. Il governo e il ministro Gentiloni faranno bene a chiarire rapidamente la vicenda".
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un'informativa alla camera. "Un grande Paese s’impegna a proteggere e salvare la vita dei propri cittadini sequestrati, e quando ci riesce si unisce per ringraziare chi li ha liberati: i Servizi, l'unità di crisi della Farnesina e tutti quelli che hanno contribuito al successo".

Vanessa e Greta saranno ascoltate dagli inquirenti della Procura di Roma.  I magistrati, che sulla vicenda delle due volontarie avevano aperto un'inchiesta per sequestro di persona a scopo di terrorismo, sono in attesa di un'informativa del Ros dei carabinieri e della Digos. 


mercoledì 7 gennaio 2015

Al-Qaeda uccide la satira

Parigi 07 gen. Nel cuore di Parigi, vicino alla Bastiglia, simbolo della lotta per la libertà e giustizia del popolo francese e non solo, alle 11 di questa mattina d’inizio dell'anno è avvenuto un massacro.  Tre uomini incappucciati e vestiti di nero, sono penetrati nella sede del giornale satirico "Charlie Hebdo" e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov contro il personale, urlando «Allah u Akbar». Il tragico bilancio parla di dodici morti, tra cui il direttore Stephane Charbonnier (Charb), i vignettisti Cabu, Tignous, Wolinski e il giornalista Bernard Maris, mentre i feriti sarebbero almeno cinque, di cui alcuni in condizioni gravissime. Dopo la carneficina, i killer hanno preso la fuga a bordo di un’auto nera, poi abbandonata in rue de Meaux, estremità nordest della città. Il giornale ha un orientamento libertario, di sinistra e molto anti-religioso. E si pone l’obiettivo di difendere le libertà individuali, usando ironia e provocazione attraverso le proprie vignette era già stata oggetto di minacce da estremisti islamici, e di atti violenti come un incendio provocato dal lancio di molotov alla fine del 2011, che aveva parzialmente distrutto la sede del settimanale. Nel 2006 il giornale suscitò polemiche pubblicando una serie di caricature del profeta Maometto, diffuse inizialmente dal quotidiano danese Jyllands-Posten che in Italia, Roberto Calderoli, all'epoca ministro delle riforme, le fece stampare su una maglietta che indosso in una famosa intervista televisiva, episodio che scatenò forti reazioni popolari nel mondo arabo, culminate con alcuni morti in Libia
La disegnatrice Corinne Rey (Coco) ha dichiarato «Due uomini incappucciati e armati ci hanno brutalmente minacciato. Volevano entrare. Hanno sparato contro Wolinski, Cabu… è durata cinque minuti. Mi ero rifugiata sotto una scrivania... I killer parlavano perfettamente francese e dicevano di essere di al-Qaeda e di voler vendicare il Profeta».
Il presidente francese Francois Hollande giunto sul luogo dell'attentato «È stato un attacco terroristico di eccezionale barbarie contro un giornale che è espressione di libertà e contro la polizia che la protegge, I killer sono solo degli assassini e dei codardi e prometto che troveremo i colpevoli. Inoltre sono stati sventati diversi attentati della stessa natura nelle ultime settimane a Parigi».
Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio a Hollande: «Desidero esprimere la mia più ferma condanna nei confronti di un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa».

lunedì 1 dicembre 2014

La 5 Stelle del Movimento - Il Direttorio

Roma, 28 ott - Dopo le ennesime espulsioni di deputati che si allontanavano dalla linea politica decisa dal Leader del Movimento, con conseguenti contestazioni e sit-in sotto la residenza toscana di questi, arriva la decisione che potrebbe cambiare il volto di questa forza politica. Beppe Grillo, dopo aver dichiarato, prendendo spunto da Forrest Gump, "sono un po’ stanchino", nomina cinque suoi fedelissimi Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, membri di un Direttivo che deve consigliare lui per la decisione della linea politica del movimento.  Come di consueto per questa formazione, famosa per la loro visione di potere ugualitario "una testa un voto", privo fino ad oggi di organi intermedi tra i cittadini e i loro rappresentanti in parlamento, ha chiesto sul suo blog di ratificare questa decisione, che approva per il 91,7% (pari a 34.050 voti)
Immediatamente sono nate due correnti, di come Andrea Cecconi, capogruppo alla Camera. che vede "un passo indietro di Grippo a favore del movimento" che si oppone ad esempio a Alessio Villarosa, presidente del gruppo a Montecitorio che si sente "tradito e scioccato".
Molti cittadini e parlamentari, che hanno visto in questa formazione politica, qualcosa di diverso e per questo l’hanno sostenuta in piazza e premiata con molti voti, vedono questo il primo importante passo per una deriva partitica, cosa contraria alle idee originali del movimento.
Il più duro è certamente quello di Daniele Pesco che su Facebook ha annunciato le sue dimissioni da deputato se dovesse essere approvata la rosa dei cinque: "Se dovesse vincere il SI io mi dimetto. Sono tutti miei cari amici, ma il Movimento 5 Stelle non è questo. non siamo un partito.. l'abbiamo sempre detto. Non abbiamo bisogno di un direttivo".
Riccardo Fraccaro, invece, quello di Grillo è "un gesto straordinario, costruiamo insieme il futuro del movimento. Il gesto di Beppe dimostra, ancora una volta, di che pasta è fatto il movimento 5 stelle, i capi dei vari partiti, da Renzi a Berlusconi e Salvini, continuano a voler accentrare il potere nelle proprie mani e a porsi come uomini soli al comando. Per questo sono leader senza base. Il M5s invece è una comunità di cittadini che trova in grillo il cuore e il megafono delle loro battaglie per una società migliore. Ringrazio Beppe per questo gesto che conferma, se ce ne fosse bisogno, il suo straordinario spessore umano e politico".

La prima dichiarazione del neo membro eletto del direttorio Roberto Fico "Qui nessuno comanderà niente ma cercheremo di dare una mano al movimento affinché cresca ancora di più, è una nuova fase. [...] È stato fatto con questa metodologia, cercando il voto di tutti gli iscritti al M5S. È stata una delle votazioni, credo, più partecipate del movimento, segno che si sentiva anche una esigenza di questo tipo".

martedì 7 ottobre 2014

Libri vs Manganelli


Bologna, 5 ott -"Le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza per la libertà di espressione, per essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli." questo è incipit pubblicato sulla loro pagina web. Loro non si vogliono essere un'associazione o un movimento, ma un metodo di vita. In questi ultimi giorni sono venuti alla ribalta nazionale per gli scontri tra loro definiti "conservatori ortodossi cattolici" e i movimenti LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender) avvenuti a Bologna, dove i primi sono stati attaccati dai gruppi degli Arci della città, finiti con manganellate da parte delle forze dell'ordine, qualche arresto e molta polemica.
Anna Paola Concia, esponente del PD e del Movimento LGBT: “Le Sentinelle in piedi ringraziano sentitamente gli antagonisti di Bologna per la pubblicità gratuita e per averle fatte passare per delle vittime”. Benedetto Zacchiroli, consigliere comunale Pd: “ A Bologna la stupidità rovina tutto, cancellando la ragione e passando dalla parte del torto. Ma si può essere più violenti dell’ignoranza silenziosa? A quanto pare sì”.
Queste azioni violente sono state criticate anche da Manes Bernardini, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale “Anche ieri giornata di ordinaria follia a Bologna, presenterò un ordine del giorno in consiglio comunale per chiedere la chiusura dei centri sociali che si sono resi colpevoli di simili condotte, il Daspo per i loro rappresentanti, espulsione dall’Università di Bologna per coloro che si rendono colpevoli di simili condotte in città, aggiungendo la fine di qualsiasi aiuto pubblico alle sigle che operano con questi metodi anti-democratici ed esclusione da qualsiasi bando comunale dei loro associati”.
Fabrizio Nofori, portavoce Provinciale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Bologna, presente ieri in Piazza Galvani alla manifestazione, ha dichiarato: "Com'è possibile che per una manifestazione pacifica e autorizzata sia necessario tutto questo dispiego di Forze dell'ordine, perché ancora una volta la città è in mano ai soliti centri sociali e gruppi antagonisti? Come mai è stata permessa tutta questa violenza nei confronti delle sentinelle in piedi con insulti, lancio di uova, petardi e scontri.  I colpevoli rimarranno ancora una volta impuniti?; la città ormai è completamente in mano a questa gentaglia che non permette neanche di portare avanti una propria opinione, gesti come questi contengono solo un messaggio: o ci si uniforma al loro pensiero o non si ha diritto a esprimere il proprio dissenso? Questo è il grado di tolleranza e civiltà di questi personaggi?  Il PD adesso che non sono state assaltate le loro sedi, non ha nulla da dire a riguardo?"
Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia " Gli episodi che si sono verificati a Bologna, a Torino e in altre parti d'Italia dovrebbero far riflettere le assemblee legislative chiamate a valutare temi che non possono essere liquidati con superficialità. I veri intolleranti oggi sono coloro che vorrebbero imporre un pensiero unico a danno della famiglia e del diritto naturale".



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mercoledì 27 agosto 2014

Il Sindacato Dimezzato



Roma, 20 ago - Il primo tassello della spending review prevista nella riforma della Pubblica amministrazione si realizza con la riduzione, dal 1 settembre, del 50% delle prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento è stato disposto con una circolare firmata dal ministro della P.a. Marianna Madia il 20 agosto. Il taglio su base nazionale dei distacchi e i permessi sindacali dei dipendenti pubblici avranno conseguenze da subito su scala nazionale: su tre mila persone che avevano lasciato l’ufficio per lavorare a tempo pieno nei sindacati, circa la metà tornerà nelle amministrazioni di provenienza. Una cifra alla quale si arriva sommando i distacchi veri e propri con quelli, di fatto, ottenuti cumulando le ore di permesso assegnate a ogni sindacato. Dal taglio che scatterà a inizio settembre sono fatte salve le Rsu, ovvero alle Rappresentanze sindacali unitarie: a queste non si applica. Dalla riduzione sono esclusi anche le "Forze di Polizia a ordinamento civile e il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco".

Il ministro Marianna Madia ha precisato "La riduzione è finalizzata alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa pubblica". Secondo le stime della ragioneria del Tesoro, produrrà un risparmio di 10,2 milioni di euro.

Di altro avviso i commenti dei sindacati:

Raffaele Bonanni della Cisl "Non sarà certo l'ennesimo taglio dei distacchi sindacali, che per altro la CISL non ha contrastato, a risolvere i problemi della Pubblica amministrazione" aggiungendo “ora basta con la demagogia e il populismo: ci aspettiamo dal Governo che rinnovi i contratti dei pubblici dipendenti”

Carmelo Barbagallo dell’Uil "Non c'entra nulla con la spending review, non scaturirà alcun risparmio per lo Stato, anzi dovrà il rientro dei distaccati comporterà un aumento dei costi per le casse pubbliche, perché occorrerà pagare a questi dipendenti anche il salario accessorio, i buoni pasto e la produttività”

Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici per la Cgil nazionale “Non ne abbiamo condiviso le motivazioni e continueremo a non condividerle ma siamo tenuti ad applicare la legge, ci metterà in difficoltà ma siamo forti e continueremo a esercitare la nostra funzione sindacale”

Il commento del Premier Renzi arriva attraverso Twitter “Grazie al decreto di Marianna Madia, dimezzati i distacchi e i permessi sindacali nel pubblico impiego. #italiariparte #la volta buona”.

«Ci saranno meno servizi, meno contrattazione, meno tutela, Renzi è riuscito ad azzoppare il sindacato», assicura Alessandro Alberani, segretario metropolitano della Cisl di Bologna.

«È un intervento violento che ha smontato l’architettura della rappresentanza sindacale», ha aggiunto Raffaella Morsia, segretaria della Flc Cgil della regione Emilia Romagna.

C'è un aspetto politico da non trascurare. Matteo Renzi, che dimostra di non avere timore reverenziale verso le forze sindacali, che in passato hanno agito spesso come importante forza di opposizione e ostacolo alle riforme ed leggi parlamentari. Il progetto del premier è di arrivare a rendere autonome economicamente, le forze sindacali senza sostegno delle casse dello stato.

sabato 23 agosto 2014

La Doccia Gelata contro la SLA - #ALSIceBucketChallenge


Il fenomeno virale della doccia ghiacciata, la sorta di catena di S. Antonio a colpi di secchiate di acqua gelata che sta impazzando su tutti i social e televisioni (anche il premier Matteo Renzi ha preso parte a questo fenomenowww.youtube.com/watch?v=R7EUwtBudnI), è nato per uno scopo nobile, che con il corso del tempo si sta perdendo. Le regole sono semplici: se vieni “nominato” da un tuo amico puoi scegliere se tirarti addosso un secchio di acqua piena di cubetti di ghiaccio (e donare una cifra a partire da 10 dollari in su) oppure rinunciare alla sfida e donare almeno 100 dollari. Nato per sostenere ASL http://www.alsa.org/ una delle principali associazioni che sostiene la ricerca a favore della cura della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e il supporto ai suoi malati. Ice Bucket Challenge ha raggiunto un nuovo livello di diffusione grazie al coinvolgimento di partecipazione di attori, attrici di Hollywood, cantanti e popstar che vantano un seguito di decine di milioni di fan sui social network. Il rischio che questo possa diventare una pura moda estiva, perdendo origine nobile della sfida, un esempio di questa deriva è dato dal fatto che l’hashtag #IceBucketChallenge ha progressivamente sostituito originale #ALSIceBucketChallenge, che prendeva spunto dall’associazione promotrice della sfida, cominciata a luglio quando i primi sportivi statunitensi hanno iniziato a cimentarsi nella sfida della doccia ghiacciata, nominando ogni volta altre tre persone e facendo crescere esponenzialmente il numero dei video presenti online. La sfida della doccia ghiacciata, sarebbe partita dal 29enne Peter Frates, deceduto in questi giorni, pone le sue radici nello sport. Il giovane, residente a Beverly, in Massachusetts, e affetto da SLA da un paio di anni, ha chiesto a familiari e amici di partecipare alla sfida prendendo ispirazione dalla pratica che si faceva tra giocatori a fine partita, come gesto per festeggiare la vittoria.
I dati della racconta di fondi sono decisamente positivi, in circa un mese, dal 29 luglio scorso a oggi, la sola ALS Association ha raccolto 31.5 milioni di dollari e sono arrivate sia dai donatori abituali che da ben 637,527 nuovi donatori. Numeri molto importanti, poiché nello stesso periodo, lo scorso anno, l’associazione aveva raccolto 1,9 milioni di dollari http://www.alsa.org/news/media/press-releases/ice-bucket-challenge-082114.html