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mercoledì 10 giugno 2009

Il Vento di Destra spazza l'Europa


Il Partito Popolare Europeo si conferma la prima forza del Parlamento Europeo, guidato dalle delegazioni italiane (PDL, UDC) e tedesca (CDU/CSU), con un forte calo del PSE ed successo dei Verdi in molti Paesi. Un altro dato di queste elezioni è senza dubbio il sostanziale aumento dell'astensionismo in tutti i paesi membri con maggiori punte nei paesi dell'est, segno della lontananza dei cittadini da questa istituzione. Ottengono consensi anche i cosidetti partiti "euroscettici" e i partiti di "Estrema Destra" deriva del malessere verso la crisi economica mondiale e il sempre aumento di masse di stranieri che si riversano nel nostro continente.
La crisi economica punisce anche la maggior parte dei partiti di governo, soprattutto in Spagna e Regno Unito, dove perdono la maggioranza ottenuta nelle ultime consultazioni politiche.
In Italia, i due partiti che hanno ottenuto incrementi maggiori sono stati Italia dei Valori di Di Pietro e la Lega Nord che hanno raccolto i voti degli scontenti rispettivamente del PD e del PDL, che comunque si conferma in tutte le cinque circoscrizioni europee il primo partito con una media nazionale del 35.25%.
I primi commenti sono di uno dei leader del PPE, Joseph Daul, deputato del UMP "Una vittoria larga, con oltre cento seggi in più rispetto ai Socialisti. Questa vittoria implica grandi responsabilità". Di diverso tono il commento di Martin Schultz, SPD tedesca, leader del gruppo socialista al Parlamento "Una serata molto amara per la socialdemocrazia europea, ci aspettavamo risultati migliori. Ma siamo in democrazia e bisogna accettare le scelte degli elettori".

domenica 5 aprile 2009

L'Imperatore Silvio e i Missionari della Libertà


Si è concluso il congresso costituente del Partito della Libertà, con il discorso del presidente Silvio Berlusconi, dopo che Giorgia Meloni ha invitato la platea dei delegati a alzare i propri badget per proclamare all'unanimità l'elezione del Cavaliere "l'unica candidatura pervenuta".
Berlusconi ha iniziato a parlare autoelogiandosi per la "lucida follia", riconosciutagli anche da Gianfranco Fini, che lo ha "portato fin qui", ripercorrendo alcuni passaggi del suo discorso del 1994 che i delegati potevano seguire in un opuscolo pergamenato distribuito a tutta la sala. Nel suo discorso, entusiasmando tutti i presenti, che hanno interrotto il discorso molte volte scandendo il nome "Silvio, Silvio" e con calorosi applausi che hanno stretto in un abbraccio ideale il Leader, ha ricordato le azioni positive del suo governo dismostrate anche dall'aumento continuo dei consensi.
Poi si è soffermato sulle modifiche che si propone di attuare in materia di Regolamenti Parlamentari e modifiche della Costituzione, al fine di migliorare efficienza e la ripresa dell'intera nazione.
Berlusconi annuncia che si candiderà alle elezioni per rinnovare il Parlamento Europeo e sfida il segretario del Pd Franceschini a fare lo stesso, dichiarando che un vero leader deve chiamare a raccolta il proprio popolo ad ogni elezione.
Infine conclude con il suo intervento chiama sul palco i membri dell'Ufficio di Presidenza: ministri, governatori, sindaci, presidenti e vicepresidenti, volendo "in primo piano le donne" e nominando tutti come "Missionari della Libertà"

mercoledì 18 febbraio 2009

La Fuga di Walter

Roma, 17 Feb. «Ho fatto il possibile, ce l'ho messa tutta, ma non è bastato. Mi scuso di questo» con queste parole, Walter Veltroni, ormai ex leader del Partito Democratico, nato solo 18 mesi fà si dimette dopo l'ennesima debacle elettorale. Sempre vocato al maggioritario e con il sogno di emulare america del presidente Obama, con un grande partito luogo di diversità, con maggiore solidarietà, e spirito di squadra, superando personalismi e divisioni e trasformando la sinistra salottiera, giustizialista, pessimista e sostanzialmente conservatrice ad un centrosinistra non conservatore ma innovatore, non salottiero ma capace di recuperare il giusto rapporto con la vita reale dei cittadini.
Nel frattempo il portavoce del Pd Andrea Orlando ha annunciato le prossime mosse del partito. «Il coordinamento ha deciso di dare corso agli adempimenti statutari e, quindi, convocare per sabato l’assemblea costituente, che o eleggerà un nuovo segretario, oppure aprirà il percorso congressuale, come previsto dallo statuto».
L’addio politico veltroniano ha lasciato nello sconcerto tutti gli esponenti del PD tra cui Ermete Realacci che ama parlare chiaro gliel’ha fatto presente, «Walter così ci lasci a mollo, che diciamo a tutti quelli che si sono dati da fare e ci hanno creduto?». Contrariato appare anche Paolo Gentiloni, uno che al Pd ci ha creduto e che ora vede la creatura vacillare: «Veltroni non era uno dei leader possibili del Pd, per le sue caratteristiche era l’unica incarnazione di questo partito. Le sue dimissioni sono molto gravi perché mettono a rischio l’intero progetto».

venerdì 6 febbraio 2009

La Sfida per Eluana


Roma, 06 feb 09. «Andiamo avanti, siamo nel giusto» queste sono le parole con cui il Premier Silvio Berlusconi, apre l'incontro con la stampa dedicato al Decreto "Englaro". Il Consiglio dei Ministri dopo aver approvato ad unanimità il decreto legge che inpediscie la sospensione della alimentazione e idratazione in attesa dell'approvazione di una organica disciplina in materia sfida il Quirinale. Il premier decide infatti di ignorare la lettera inviatagli oggi da Giorgio Napolitano, che esprimeva la sua contrarietà verso il decreto legge e lo avvisava di fatto che non lo avrebbe controfirmato perché incostituzionale, e coi suoi ministri dà comunque il via libera al provvedimento. Il Premier dichiara che il decreto legge è necessario perché Eluana è "una persona viva, che respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio". Eluana è "in uno stato vegetativo che potrebbe anche variare, come diverse volte si è visto"; aggiungendo "Non mi volevo sentire responsabile di un'omissione di soccorso per una persona in pericolo di vita". E poi avverte "Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita, e considerasse di non firmare il decreto inviteremo il Parlamento a riunirsi ad horas e approvare in 2-3 giorni una legge che anticipi la legge già all'esame delle Camere, che contiene questa norma". Un grave sgarbo istituzionale nei confronti delle due Camere e dei loro presidenti e una sfida aperta nei riguardi del Colle.
L’opposizione si schiera compatta a favore del Colle. «Varando questo decreto su Eluana il governo ha superato ogni limite istituzionale e ogni limite rispetto alle sue competenze. È una sfida lanciata al Parlamento, alla magistratura, alla Corte costituzionale, alla Presidenza della Repubblica, all’opinione pubblica»
Livia Turco, parlamentare del PD, protesta per il segnale antidemocratico del capo del governo con la decisione di non ascoltare la voce del capo dello Stato. L'Italia dei valori ha toni ancora più forti definendo "azione da governo fascista" mentre Diliberto afferma "Siamo al copo di Stato" Ma anche il presidente della Camera Gianfranco Fini si dice "fortemente preoccupato per il no del Cdm al Colle".
Il Vaticano plaude invece alla decisione del governo«Eluana è viva» «ha il diritto di vivere» e «la counità politica deve sostenere la sua vita con i mezzi che ci sono», dice monsignore Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia accademia per la vita. Secondo la Santa Sede esiste «un potere dei medici e della comunità politica» che dispone di mezzi come «norme e leggi». Questi «hanno il dovere di sostenere la donna» che è «una creatura debole che deve essere protetta» attraverso «l’alimentazione e l’idratazione».
Il professor Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro, ha assicurato che la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali, cominciata ieri, «andrà avanti perchè un decreto legge non controfirmato dal Presidente della Repubblica non ha alcun valore. Stiamo quindi parlando di un qualche cosa che non può avere alcun effetto su quanto sta avvenendo alla casa di riposo La Quiete di Udine».

Questa è la lettera del Presidente Giorgio Napolitano che illustra la decisione di non firmare il DL http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_06/napolitano_decreto_eluana_englaro_475d05a4-f465-11dd-952a-00144f02aabc.shtml

domenica 9 novembre 2008

Obama: Giovane, Bello e ....Abbronzato


Il neo eletto presidente degli Stati Uniti è giovane, bello ed abbronzato ed il presidente della Federazione Russa Dmitry Medvedev non dovrebbe avere problemi ad avere rapporti con lui. Sono le prime dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del bilaterale Russia-Italia, circa la vittoria di Barack Hussein Obama.
Le dichiarazioni del premier hanno però sollevato numerose polemiche nel mondo politico italiano e sono state riprese da tutta la stampa internazionale.
Il leader del Pd Walter Veltroni in una nota ha esortato scuse ufficiali, sostenendo che le "Le espressioni usate da Berlusconi nei confronti del Presidente degli USA colpiscono gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale e rischiano di provocare una incrinatura nei rapporti di amicizia con quel Paese", mentre Antonio Di Pietro arriva a ventilare il ritorno del Ku Klux Klan.
Di risposta il Premier ha dichiarato stupito "È stata una battuta di carineria e anche spiritosa" e contrattacca assegnando la «laurea del coglione» a chi, come il Pd, ha sparato a zero su quel suo «abbronzato» rivolto al presidente eletto degli Stati Uniti d'America aggiungendo "quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiararsi pubblicamente. Lo hanno fatto, li conoscevamo già, ma non pensavamo che fossero così tanto imbecilli".
Per la stampa internazionale ad esempio il Daily Mail ed il Times apre la sua edizione online con la notizia: «Insulto a Obama, Berlusconi alle prese con bufera razzismo», "Berlusconi, un ex cantante di crociera, che sfoggia un’abbronzatura costante, è famoso per le sue spesso inappropriate battute», scrive ancora il conservatore Daily Telegraph precisando anche la replica con tanto di «imbecille» fornita all’opposizione che ha chiesto al premier di scusarsi con Barack Obama.
Ma Giuliano Ferrara, sul settimanale Panorama, offre una chiave di lettura interessante che spiega il perché queste gaffe o presunte tali finiscano per fare il gioco dell'Italia a livello internazionale. spiegando "Berlusconi, a forza di personalizzare la politica estera, e di trattarla in termini di amicizia e buonumore, aveva condotto il prestigio aulico della nazione nell’area erratica dell’insensatezza" aggiungendo "In Europa, dove pure di errori Berlusconi ne ha fatti, ma senza mai perdere il contatto con le correnti profonde della politica messa su tra Bruxelles, Parigi, Berlino e Londra. La battaglia con Gerhard Schröder e Jacques Chirac, fissata anche simbolicamente nella famosa lettera proamericana degli otto, che saldava un asse Roma-Londra-Madrid-Varsavia alla vigilia della guerra in Iraq, Berlusconi l’ha vinta. Lui è al potere, la sua funzione è rilevante nelle questioni poste dalla crisi finanziaria mondiale, e ha un ruolo di cerniera e di testimonianza nel momento di passaggio tra classi dirigenti e generazioni, oggi in atto"

venerdì 11 luglio 2008

Il "Maestro" bacchetta i suoi allievi

"Disastro" questa è la parola che sintetizza il pensiero di Nanni Moretti, neo premiato come Maestro del Cinema, per commentare quanto successo domenica scorsa a Piazza Navona, durante la manifestazione organizzata dall'Onorevole Di Pietro. Il padre ideologico e prima guida, nel 2002, dei girotondi contro Berlusconi non perdona agli "irresponsabili organizzatori" di aver "sporcato tutto e "oscurato con gli interventi di Grillo e della Guzzanti gli obiettivi dell'evento e persino la stagione dei movimenti del 2002, noi facevamo politica e non antipolitica. Eravamo associazioni di persone nate fuori dai partiti che però volevano dare una delega ai partiti della sinistra che erano ancora sotto choc per la sconfitta del maggio 2001" E aggiunge "Non bisogna trovare scuse o alibi nella non tempestività con la quale in queste settimane si è mosso o non si è mosso il Pd, a Veltroni non mi sento di dare consigli, piuttosto preferisco sottolineare come la sinistra stia vivendo un periodo piuttosto intenso di autodistruttività".
L’Italia che era in piazza Navona era l’Italia di quegli eletti illuminati e migliori che seguono le lezioni di Umberto Eco che dichiara che non conta il voto popolare, non è detto che la maggioranza abbia ragione, oppure che dopo aver urlato allo scandalo circa l’imbarbarimento culturale del Paese ha applaudito una Sabina Guzzanti che parla delle "donne che la danno via", che grida "non puoi mettere alle Pari opportunità una perché ti ha succhiato l’uccello", e che decreta il futuro del Pontefice "all’inferno, conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi". A cui si uniscono le esternazioni di Moni Ovadia che urla «fascisti, genocidi, razzisti, assassini, criminali, fucilatori di partigiani», Flores invece denuncia che «hanno rubato i voti degli italiani», Camilleri crede di far ridere con battute tipo «la morale di Berlusconi ha più buchi di un colabrodo».

mercoledì 16 aprile 2008

La Caporetto Arcobaleno

15 apr 08 - Il paese più comunista dell'Europa occidentale ha eliminato dal suo Parlamento la parte radicale della sinistra, chiudendo definitivamente con i retaggi del passato, con un certo modo di concepire la politica. La crisi che sta attraversando il nostro Paese e' trasversale, il ceto medio, tanto denigrato dai seguaci del marxismo-leninismo e' in via d'estinzione. Continuare a dividere l'impresa dal lavoro dipendente, gli operai dai commercianti e dagli artigiani non poteva seguitare a dare frutti. La predisposizione a sfasciare anziché ad unire si e' concretizzata con la l'autodistruzione.Il risultato elettorale della Sinistra arcobaleno è per generale ammissione al di sotto delle peggiori aspettative. Per la prima volta da 126 anni, da quando nel 1882 Andrea Costa venne eletto primo parlamentare socialista, non esiste nel parlamento italiano né un socialista, né un comunista. Non esistono precedenti, almeno nel nostro paese, che possano fare da guida per darci un orientamento. Oltre due milioni e settecentomila elettori che nel 2006 avevano votato le forze dell’Arcobaleno (senza contare Sinistra democratica) non hanno saputo dare risposta. Il voto della sinistra è esploso in frammenti, chi nell’astensione, chi nelle liste del Pcl e di Sinistra critica, chi nel “voto utile” al Pd, diversi, c’è da supporre, anche nel voto a Di Pietro e alla Lega nord. Il terreno è franato sotto i piedi di un gruppo dirigente che fino all’ultimo minuto non ha dimostrato di avere il minimo sentore di quanto si stava preparando. È la fine di un’epoca. Il presidente uscente di Confindustria Montezemolo dichiara che il il risultato elettorale non solo garantisce la governabilità, ma vi è “la netta sconfitta delle forze politiche portatrici si una cultura anti-impresa, anti-mercato e anti-sviluppo”. Luciano Ruscelli, segretario del partito di Bertinotti, imputa a tre cause principali la sconfitta della coalizione formata assieme a Verdi e Comunisti italiani. “La Sinistra Arcobaleno è rimasta compressa dalla comunicazione dei media, troppo concentrata su Veltroni e Berlusconi ed inoltre le politiche del governo Prodi non hanno dato una risposta significativa alla richiesta di cambiamento che era stata espressa nel 2006; c’è poi il dato della strategia sbagliata di Veltroni, che non è riuscito a sfondare al centro, ha prosciugato la sinistra ma complessivamente non ha centrato quegli obiettivi che al congresso dei Ds avevano indicato il centro come territorio politico da cui attrarre voti”«A questo punto dobbiamo ricominciare da capo e ricominciare dai vecchi simboli, la falce e il martello», spiega l'ineffabile Oliviero Diliberto, che nella giornata della disfatta ha assunto le sembianze dello spettro evocato da Marx, lasciando a Bertinotti l'onere dell'autocritica.«Bentornati falce e martello», chiosa l'europarlamentare targato Pdci Marco Rizzo: «La Sinistra Arcobaleno è stata un'apocalisse. Bertinotti ha sbagliato tutto. Ora vogliamo costruire il partito di tutti i comunisti, alternativo al Partito democratico e al capitalismo», spiega il bolscevico duro e puro che si è rifiutato fin dall'inizio di aderire (come ha fatto il suo partito) alla nuova coalizione rosso-verde.E il coro dei lamenti non finisce qui. Gli ex Prc sono i più arrabbiati. Adesso possono dire che lo avevano detto. «Ci hanno tolto quel simbolo senza ascoltare prima i nostri iscritti per far nascere in laboratorio una creatura fredda, predestinata al tracollo», rimprovera Fosco Giannini.E per un altro ex rifondarolo come Claudio Grassi, «la sinistra non è riuscita ad avere visibilità e identità. Il simbolo poteva aiutare».Per Veltroni, la Sinistra Arcobaleno paga "un prezzo elevato per la sua esperienza di governo e per la sua responsabilità di aver minato costantemente il governo stesso, cercando di curvarne l'azione su un versante più ideologico".Una formazione politica nata mettendo insieme quattro partiti con una certa storia alle spalle, che addirittura si chiama la Sinistra, non riesce nemmeno a entrare in Parlamento, si tratta di un evento che non può non avere conseguenze anche pesanti. Il rischio di un’implosione generale è fortissimo, e infatti tutti lo avvertono. Per non parlare di quella galassia – movimenti, centri sociali, associazioni sparse – da sempre limitrofa a quest’area politica. E qui dentro, con la destra al governo e senza neanche una rappresentanza parlamentare della sinistra, il rischio che qualche frangia incontrollata apra conflitti diffusi e magari anche violenti è piuttosto concreto. Non a caso già se ne parla con timore al Loft del Partito democratico.